Home - Gioco di Ruolo - Gallery - La Storia - Schede - Affiliati- Richieste Gadgets - Contatti
 
     
 

La Storia
La notte calava inesorabilmente sotto gli occhi di Ryan che inerme guardava il cielo.
Nemmeno una nuvola lo solcava, ma appariva ugualmente cupo e inespressivo attraverso i suoi occhi.
Marissa era appena salita sulle ali di una nuova vita, e anche per lui si presentava questa prospettiva.
A lunghe falcate percorse quei pochi metri che lo separavano dalla porta di casa, la aprì e si diresse verso la cucina.
Seth e Summer erano in cucina ad attenderlo.
<<e' andata via?>> chiese Summer quasi sperando di vedere l'amica spuntare da dietro le spalle di Ryan.
Ryan annuì debolmente e prese posto accanto a loro. Un triste silenzio riempì prepotentemente la stanza.
<<in fondo non è una tragedia... Voglio dire non è mica morta...Tornerà!>> la voce di Seth appariva calma e sicura, e ciò
permise a Summer di rilassarsi almeno un pò. Ryan continuava a fissare le proprie mani, dopo qualche secondo
si voltò verso Seth e annuì con un sorriso poco convinto.
<<presto andremo all'università e anche noi ricominceremo una nuova vita, proprio come lei.>> ci riprovò Seth,
questa volta rivolto verso Ryan per cercare di cancellare quell'espressione dubbiosa dal suo volto.
Si alzarono e si diressero in direzioni diverse, pronti ad affrontare quella prima lunghissima notte che apriva un nuovo capitolo delle loro vite.

Le prime luci dell'alba si fecero spazio tra le tenebre che avvolgevano quella notte di rimpianti.
L'aereo era appena atterrato ma quello era l'ultimo luogo dove avrebbe voluto essere. L'ingenuità e la voglia di vivere la propria vita senza limiti ne costrizioni,
nonchè lo smodato bisogno di amore l'avevano travolta e trascinata alla deriva.
Si muoveva distrattamente tra la folla, trascinando i suoi bagagli controvoglia. Cosa avrebbe fatto qui senza i suoi unici amici? Da chi sarebbe andata? Sua madre era l'unico legame che le restava a Newport e forse valeva la pena di tentare.
Salì sul taxi e richiuse la portiera. <<speriamo bene...>>

Kirsten e Julie, sedute su uno dei comodi divani di casa Roberts, provavano a riorganizzare la propria attività.
<<bisognerebbe trovare uno slogan pubblicitario in grado di catturare l'attenzione, e poi servirebbero dei finanziatori.. Dei contatti.>> Kirsten continuava a parlare analizzando minuziosamente il contenuto
delle cartelle poggiate sul tavolo. Julie invece era assorta nei propri pensieri.
Kirsten alzò lo sguardo verso Julie.
<<mi stai ascoltando?>> La guardava incuriosita. Julie rivolse il suo sguardo fuori dalla finestra.
<<il ritorno di Kaitlin mi preoccupa.>>
<<che vuoi dire... Si è cacciata in qualche guaio?>> chiese Kirsten sistemandosi comodamente sul divano.
<<no...Non credo, ma credo che lo farà.. Presto.>>
<<julie, dalle fiducia...In fondo non conosci le sue intenzioni...>> Kirsten posò debolmente una mano sulla spalla dell'amica.
<<oh, non lo so Kiki...>> sospirò a lungo <<...Se solo vedessi la sua stanza... Sembra quella di una piccola linfomane cocainomane.>>
Kirsten sorrise a quelle parole.
<<mi chiedo da chi abbia preso..>>
Le due amiche sorrisero allegramente.

Saliti i gradini dell'ingresso Taylor rimase qualche istante immobile a fissare l'uscio..
Parlare con sua madre non le era mai risultato semplice...
<<mamma, sei qui?>> disse tentennante percorrendo tutto l'ingresso.
<<mamma?>> entrò in cucina e si avvicino al tavolo. Sopra vi era un biglietto:
"Sono in Grecia, se torni arrangiati..Trovati un altro posto dove stare.Mamma."
Sorrise amaramente mentre le lacrime scivolavano lente sul suo volto. Si trovò a pensare che solitamente
una firma come quella doveva essere accompagnata da un messaggio amorevole, ma era pretendere troppo da sua madre.

In due giorni si ritrovava sola, senza una casa e con un divorzio alle spalle.
Il sorriso scomparve e le lacrime scendevano senza sosta.
Un suono stridulo catturò la sua attenzione.
Aprì la borsa e afferrò il telefonino.... Era Summer.
<<pronto?>> chiese angosciata.
<<taylor?>> chiese Summer incerta.
<<chi vuoi che sia?? Certo che sono Taylor>>
<<hai una voce strana...>>
<<io sono tutta strana, non ricordi?>> sbottò Taylor.
<<si, ma questo è uno strano triste...>>
<<vorrei vedere te, senza una casa, con un divorzio alle spalle, sola, e con una madre che sarà chissà dove in questo momento a farsi un diciottenne...>>
<<ok, OK...>> la interruppe Summer <<risparmiami i dettagli>>
Taylor rimase in silenzio, tirò su col naso e si sedette.
<<dove sei adesso??>>
<<a casa mia... Anche se non dovrei più chiamarla così..>>
<<beh, e dove pensi di andare??>>
<<tornerò in francia..>>
<<da quell'idiota che ti sei sposata?? Che schifo!>>
<<non ho altra scelta...>>
<<se Julie è d'accordo potresti stare qui per un pò..>>

Ryan si preparava per il lavoro quando Seth entrò.
<<cosa significa?>> Disse Seth con il fiatone.
<<che vuoi dire?>> Rispose Ryan inespessivamente.
<<non andrai a Barkley?>>
<<non è esattamente così... Ci andrò l'anno prossimo... Ho bisogno di una pausa..>>
<<bene, non hai nemmeno iniziato e già ti prendi una pausa??>> sbottò sarcastico.
<<non sono affari tuoi... E comunque nemmeno tu andrai alla Brown quest'anno..>>
<<ma Summer si però!>> Ammise a malincuore Seth.
<<ah, non ci pensare, andrà tutto bene...>> le sue parole assunserò un'aria di comprensione.<<adesso vado>>
Seth annuì energicamente e seguì Ryan fuori dalla porta.


Copyright © orangecountygdr.altervista.org created by Giovanna Caruso